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Accreditamento 303618
Titolo COME RENDERE EFFICACE LA COMUNICAZIONE FARMACISTA-PAZIENTE E FARMACISTA-FARMACISTA
Data inizio 21/09/2020
Data fine 30/11/2020
Obiettivo N.11. Management sistema salute. Innovazione gestionale e sperimentazione di modelli organizzativi e gestionali
Ore 16
Crediti 24,0
Professioni Farmacista
Discipline Farmacia ospedaliera, Farmacia Territoriale
Quota iscrizione Partecipazione gratuita
Sponsor Takeda Italia, Novartis Farma, Gilead Sciences
Resp. scientifico Giorgio Carnesecchi, Raquel Pobes
Razionale RAZIONALE SCIENTIFICO
Le lamentele dei pazienti aumentano se l’interlocutore non è stato brillante all’esame sulle capacità di comunicazione. La segnalazione viene da uno studio canadese, pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association (JAMA).
L’importanza di avere, oltre alle conoscenze tecnico-scientifiche, anche buone capacità nel rapporto con i propri pazienti/utenti, è stata riconosciuta ufficialmente da diversi anni in Canada e negli Stati Uniti, con l’introduzione di una valutazione nazionale delle capacità di comunicazione, di raccolta della storia clinica e di presa in carico del malato. Alcuni ricercatori canadesi hanno verificato se ci fosse una corrispondenza tra il punteggio ottenuto in occasione di tale valutazione e i successivi reclami e lamentele da parte dei pazienti dopo l’interazione con il farmacista. (Fonte American Medical Association JAMA).
Il paziente vive spesso il rapporto con il medico con ansia, paura e preoccupazione; per cui, trovarsi di fronte un ulteriore interlocutore con cui dover interagire, in questo caso il farmacista, può rendere il percorso molto frustrante. Un farmacista che tenga conto, oltre alla valutazione dei sintomi e delle analisi, anche dei segnali verbali e non verbali, può cogliere indizi di ansie, depressione, menzogne e reticenze che potrebbero risultare molto utili nella determinazione del trattamento o nell’approfondimento del colloquio. La sensibilità nei confronti del linguaggio del corpo dell’assistito si traduce in una relazione più positiva con quest’ultimo e rende il percorso molto più agile e sicuramente più vantaggioso per la realizzazione di un buon percorso terapeutico. Capire la difficoltà del paziente e assumere un atteggiamento amichevole, gentile, parlare al livello culturale del paziente e chiarire le informazioni date, sono altri aspetti che fanno sentire le persone a proprio agio e contribuisce a migliorarne “l’ingaggio” finalizzato ad aumentare la compliance e la aderenza alla terapia del medesimo. Sempre sotto il profilo del dialogo, è buona norma lasciare che il paziente possa esternare i propri commenti sulla situazione prima di terminare l’incontro che dovrebbe sempre concludersi con una definizione di obiettivi condivisi (perché devo assumere il farmaco, come lo devo assumere, ecc.). Anche sostenere le iniziative del paziente, approvarlo e dimostrargli fiducia e stima ha un effetto positivo sul suo umore e sul suo atteggiamento verso la malattia. Un altro obiettivo del corso, non meno importante, è quello di migliorare la comunicazione tra Professionisti, attraverso lo scambio di informazioni, esperienze, conoscenze e competenze rendere più facile l’interazione consentendo l’arricchimento culturale e professionale. Affinché ciò avvenga nel modo più corretto e proficuo, risulta indispensabile acquisire le giuste competenze comunicazionali.
Come in tutte le attività dell’uomo anche in un ambito così delicato come quello della salute, il modo in cui si comunica riveste un’importanza essenziale; infatti capire e farsi capire non ha solamente una rilevanza “sociale” e psicologica, ma coinvolge anche l’efficacia dell’atto professionale finale.

Risultati attesi
- Migliorare le conoscenze del professionista in ambito di comunicazione interpersonale.
- Incrementare la capacità di individuazione dei problemi profondi riguardo la capacità di espressione dei propri disagi e ottimizzarne la gestione.
- Fornire al professionista gli strumenti operativi per una corretta capacità di interpretare non solo le espressioni verbali ma soprattutto quelle non verbali e quindi rapportarsi adeguatamente con gli altri consentendo di sviluppare una lettura “veloce” del comportamento prevalente dell’interlocutore.
Segreteria organizzativa Project & Communication
M. ecm@projcom.it
T. 051 3511856
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